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Tomo I.
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Z- Gl' Insetti.

CEH^* za ^ e * bruchi, e de filugelli. Comincierefflodunque da quelli.

Cav. Eun buon pezzo , chio son voglioso /di sapere qual siala materia, che i bruchi fila-no, e come sia fatta la loro rocca. Ma ecco laSignora Contessa dietro alla pergola. An-diamole incontro.

Comes. Signori , giacché nella volita con-ifetenza li ragiona di rocche, e di filato, hoqualche dritto ancor io dentrare in aringa.

, av Cont. (a) Si discorreva defilugelli, ede-Goeda- " 8^ àri bruchi ; le di cui generazioni a noi con*ert.Stor. te ascendono a più di trecento. Ogni se negenerale scoprono delle nuove. Ciascuna spezie differì- jdeglIn- scedallaltra, nella corporatura, nel colore,, jsetti, e ne gii istinti, nella maniera del vivere, in tut- jcoltaci to quanto : quelli però duna medesima spezie j

sono !

I

A. Brucodel Surinam, che è il diciassettesimo del* Jla raccolta della Signora Maria Sibilla Merian. ! ;

B. Crisalide del detto bruco . !

C. Farfalla provenuta dalla predetta Crisalide.

D. Altro esempio ricavato dalla medesima raccolta. !

E. Antenne, o corna de bruchi.

F. Tromba per succiare.

Questa tromba ancorché sottile quanto mai dir siposta, è nondimeno composta di due lamette, den-tro alle quali si trova una risega, o si stura ; di modoche la farfalla nellappìicarelunafullaltra queste due j ;lame per tutta la loro lunghezza, ne forma un hoc- j 'duolo, o canello, per cui, nel tirare il fiato asè , ! |attrae i liquori, che vuol succiare. Quando «'abbatte ^ ja trovar sughi troppo densi, versa probabilmente per Jquesto canello un acqua proporzionata a disciorli: e j, dopo averli mollificati, eresi liquidi, li succia , :comodamente . Allorché la farfalla non fa più uso ! !della sua tromba, la ripiega, e laccartoqcia a guisad I Iuna voluta,sicché viene a occupare pochissimo spazio. ! 1