Dialogo Secondo. 39
Prior. Egli è un errore massiccio il credere ,che siano inutili. Togliete i bruchi, ediver-metti dal mondo , ecco tolta la vita a gli uccel-li. Quegli uccelli tanto gustosi al palato, tan-to dilettevoli pel loro canto, non hanno altrolatte, onde nutrirsi , allorché son nidiaci. ( a)(a)?s.!4S-Rivolgono allocale loro voci al Signore, ed 9 -egli moltiplica a prodi e sii l’alimcnto propor-zionato alla lor somma dilicatezza. Per loro,sibbene , per loro sparge da per tutto de' ver-micciuoli, e de’bruchi.
Cont. In fatti gli uccellini non isbucano maii rìall’uovo, se i bruchi non sono in campagna,
I ed i bruchi non isfrattano di campagna, se gli! uccellini non hanno acquistato canto vigore,j ond’abbiano di bisogno , o almen postano con-tentarsi di insalerò cibo. Prima del mese d’A-prilenon si vedon né bruchi, né covate d’uc-celli : a Agosto , o a Settembre finiscon le co-vate degli uccelli, insieme co’bruchi. La ter-ra è allor coperta di semi, e d’altri pascoli d’ogni genere.
Prior. Gli uccelli dunque , fino a quel tem-po, hanno avuto la lor provvisione assegnata; su’bruchi or non era egli dovere, che questiancora avessero il loro assegnamento , per vi-vere, su qualche cosa ? Fu dunque loro accor-dato di prenderlo dalle piante. Hanno il suojus, come noi, sulla verzura di questa terra.
Il loro titolo è giusto, perché appoggiato allapermissione di Dio, il quale accordò (è) tìn(b)Gen.tdal principio del mondo a tutti gli animali vi-' 2 ?- e; ì 0 -venti, e a tutti i rettili della terra, di rica-vare il loro vitto dalle piante , eh’ ella pro-duce : ed il loro strumento è così autenti-C 4 co,