Diaiogo Secondo. <35
colla così tenace, che le piogge più rovinosenon son bastanti a portamele via.
Troverete de’bruchi, che non esercitano nèil mestiere del muratore , nè sarte del falegna-me : ma filano, e tessono maestrevolmente unbuon mantello , per ripararli dalla pioggia .La natura di questo lavoro , che è curiosissimo ,ve la farem concepire, allorché tratteremo de'bozzoli del filugello, a cui egli ha una rela-zione perfetta.
Fra tutte le generazioni de’bruchi, le piùcomuni, e le più note son quelle, che fi trova-no a mucchi sull’olmo, sul melo, e su’bossi,La farfalla, che ne proviene, trasceglie unadelle foglie più belle, e v'applica le sue uovain tempo d’autunnoy e di lì a poco fi muorer colcata, e attaccata addosso alla sua cara fami-glia. Il Sole, che ha tuttavia della forza, fo-i menta quest'uova; e prima che fopraggiungai lin ve reo ( ail’opposto di tutte l’altre razze ) ne: scappa suora un brulicame di vermi, che sen-za aver mai veduta la madre, senz' aver presa■ nèlezione, nè scuola, si mettono tutti a ga-I ra a filare, e formanti del suo filato de’letti,ed un albergo vastissimo in cui passano la sfa-gioli rigorosa distribuiti in disserenti cellette,senza mangiare, e spesso ancora senza uscir! mai di casa. In tutto l’albergo non fi ravvisa ,
; che una piccola porticella a terreno , per cui lafamiglia prende'talvolta un poco d’aria sui; mezzodì, quando fanno belle giornate , e ta-lor anche in tempo di notte, allorché il CieloI erutto netto, e sereno. Volendosi aprire illor gabinetto, convien far forza, per romperil corpo della lor tela, la quale è dura, come
fina
I BRCf-CIHI.