Dialogo Terzo.
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rio. Dietro a questa si trovala vera seta, benfolta, e disposta con tutta la maggior, simme-tria. Guardatela. In terzo, ed ultimo,luo-go, ecctì’l guscio, il quale è un composto diseta, e di vischio, chés’aslòmiglia ad sin sor-tissimo drappo. Là dentro sta ’l filugèllo ran-nicchiato , e trasformatosi in ninfa. Prende-telo purè in niano.
Cav. E giusto fatto com’una fava di baccel-lo; senza pie ; senza testa ; e senza alcun mem-bro; che si distingua . Vedo però molti anelli,che tanto pisi vanno diminuendo, quanto pisiRaccostano versò, la cima, e che, a premerli,danno qualche segnale di moto.
Prior. Questa è la ninfa, in cui sta ancoraferrata là farfalla ; Là dentro vi sono al presenteleali; i piedi, gli occhi; le corna, od anten-ne, in somma tutto quanto : ma in una sì fat-ta maniera , che nulla ancora fi può discerne»re. Tra quindici dì si svilupperà ogni cosa.
Cav: Ma sé il baco da seta ; allorché fila re-golarmente, si sta nascóso sotto la borra, co-me mai si può sapere in che maniera abbia for-mata questa manifattura ?
Comes. Non v’ è cosa pisi fàcile. Quando ilfilugello si trova ben ben pasciuto di foglie, eche giunta è fora della sua ultima metamorfo-si, li va procacciando un luogo ; dove potersiapplicare alla struttura dèlia sua tomba , senz’essere frastornato ; Se gli presentano delle sco-pe, 0 frasche di ginestra , ovvéro un cartoc-cio, ed egli visi ritira, e comincia a volteg-giar la'sua testolina ora di quà , e ora di là , perappiccare da tutte le bande il suo filò. Questosuo'primo lavoro’ sembra affatto disordinato ,É 2 ed
I FILtVCELLI.