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! FILU-GELLI.
ed informe ; per altro non è senza disegno. Ilverme non dispone per ora le fila con regola;nòli cura di concatenarle insieme; ma si con-tenta di spargere alla lontana una certa borra,o cotone, per ripararsi dalla pioggia; imper-ciocché essendo stato desti nato dalla natura a
lavorare assereno in su gli alberi, osservalo!stesso metodo, ancorché si trovi al coperto. ;
Per vedere, comeifilugelli filassero, e iniche maniera componestèro la vera seta, ne hopreso qualcuno in mano, e gli ho levata di voi-ta in volta quella borra, con cui proccuravatantosto di formare la sua primiera coperta.Ma siccome io lo veniva a indebolire oltremodo, così stanco di ricominciar tante voltelo stesso lavoro , egli piantava finalmente ilsuo filo dovunque s’imbatteva, e filava rego- jlarmente fu gli occhi miei, ora abbassandola Jtesta, ed or sollevandola ; or rivolgendola adestra, ed ora a sinistra, per dritto, per tra-verso, e in tutte quante le forme. Quindi il iverme setteggiava entro uno spazio molto piùangusto, e trovavasi a poco a poco tutto fa- jsciato di seta. Il resto non può vedersi : ma 1s indovina . Termina il suo gabbano , conìspremer dal fondo dell’ accennato sacchet-to una gomma, di cui va formando una seta,inferiore, e la costipa con certo vischio tena- ■ce, che serve a collegare, ed attaccare intìe- ;me l’ultime fila di questa seta. I
Ecco dunque tre distèsemi coperte, cisfcu-1na delle quali gradatamente il ripara. La hot- jra lo difende dalla pioggiala vera seta gli ser-ve di bussola onde schermirsi dal vento ; le filaconglutinate ond’ è composto quel guscio den-so,
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