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Tomo I.
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Diàlogo Terzo. -Z

di seta avvolto suli ordigno equivale ad un l-pH'V" 1piede, e qualche pelo di più, poiché acca-vallandosi i giri lun sopra 1 altro, vengono setaad allargarsi unpocchettoì Ciò supposto, ad a PP r ®l.ogni girata del manubrio so fare al filo il suo zfîÒ 4 ° *giro, cioè a dire il valore dun piede. Eccodunque, che contando le Volte, che io vo gi-rando il manùbrio sópra dun solo bozzolo,venao precisamente a sapere quanti piedi difilo mi appresti.

Cont'es. Voi dite il véro. Or Via, ne ave-te pur fatta la prova, ne vero ?

Prior. ( a ) L ho fatta sopra due bozzoli : £ 0 y._

Uno m ha dati novecento ventiquattro pie- j e d e su-di di filo, e laltro novecento trenta. Osser- btilit.ef-Vatepérò, ché quésto filoèaddopiato, e ché fluvia-le fila son incollate luna sul!' altra per tutta rum

' quanta la lunghezza ; perla qual cosa i piedidel filo ricavato dal bozzolo montano qualià due isola.

Conte /. Bisogna però contarli per novecen-to trenta, mentre il filo, che ne il verme *èsetnpre doppio j come voi dite; Per dir veronon me naspettava mai la metà ma sulla Vo-stra parola maffido.

Prief. Ho fatta, oltre alla precedente, unaltra osservazione . Ho pesato li novecentotrenta piedi di detto filato. Il Signor Cavalie-re saprà, che una libra equivale a due marchi,un marco ad ottoncie, Unoncia a otto grossi ,un grosso a otto danari, ed un danaro a venti-quattro grani ; il qual peso ogni piccol soffiodi vento sei porta via. Ora li novecento tren-ta piedi di seta, posti sulla bilancia, non pe-san più di due grani, e mezzo.

Comes.