î RAGNI
78 Gì’ Insetti.
Contes. Alla se , eh 3 e’ sa '! nome di tuttiquanti gli ordigni. Pure mi dubitava , chequesto mestiere non vi pareste piuttosto vile,e noioso
Cav. Non,ho provato mai uno spasso pitigrande di questo. Anzi avrei un desiderio ar-dentissimo di visitar a un per uno tutti i me-stieri degli artigiani. Non so capire, pèrchenon cisiâ permesso di vederli .• Se mai ci fer-miamo accidentalmente a guardar Un artefice,che lavora, subito si trova un satrapo, che nedice con tuono' autorevole: Via di qua, Si-gnore, dove vi perdete ? Questo non è un me-stiere da pari vostro ;,
Contesi Quanto mi piacea vederlo così stiz-zito! Povero Cavaliere ! che gli s’assegni perprincipale suo,impiego lo studio dèlia lingualatina, e dell 3 altre scienze necessarie, T ac-cordo ancor io : ma perché vietargli il diver-tirsi a imparare le cose pisi comunali , che spet-tano al viver nostro , e di cui si fa un uso con-tinuo?
Triof. Altro, che divertirsi. S 3 aguzzereb-be in cosi fatti divertimenti il suo ingegno; és’imbeverebbe con piacere delle idee giuste ditutte le cose. L’inspezione delibarti, e de’me-stieri, la veduta de 3 lavoranti in ogni generedi professione, e in ogni loro atteggiamentone appresta delle sperienze beli 3 ' e fatte , lequali fon!capaci d’istruirne senza spesa, e sen-za fatica. Per questo mezzo s 3 impara, nérisolamente ciò, che serve d 3 ornamento allospirito,- e di condimento alla conversazione,ma quello ancora , che rende l’uomo capaced’inventardegli stratagemmi', e di trovar de’
ripie-