82 Gl’ In'settì.
I RAGNI perfettissimo ordine: e cosili Signor Priore,lenza avvedersene , veni va a dar lezione a duescolari, credendo di darla ad un solo.
Prior. Èssendo io suo pastore, avrei manca-to al mio debito, se non mi folli presa qualchepremura di lui. Ma quando un s’abbutte inuna beli’indole, coni era quella, lì vuol fardi tutto per addolcirle ogni amarezza,- e tra-vaglio. V’assicuro, Signora, che quei pochimomenti, che ho trapassati a divertirmi conquel caro figliuolo, li giudico i meglio spellaiquanti n’ ho mai impiegati in qualunque altrafaccenda.
Contef. Non manca mai gente , la qual proc-curi di divertirli: ma radi son quelli, chèlidivertan con frutto, che ripongan ne' loro di-vertimenti un qualche disegno, e osservino,che soggetto de' lor piaceri fiala virtù .
Cav. Volete, eh' io vi conti un altro di que-sti suoi soliti strattagemmi, praticato di frescacon esso meco? Sentitelo. Ieri, dopo avermiben ben informatodi tutti gli arnesi, attenen-ti al mestier del testure, e mostratomi achecosa ciascun di essi serviva; vediamo (disse)chi di noi due sa menar meglio le calcele , eadoperare la spola. M’obbligo a pagar diecisoldi per ogni filo, eh’io strapperò. Voletelavorare a un tal patto ancor voi ? Si bene , ri-sposi.-E sì ci miti mo l’un dopo l’altro al lavoro.
Comes. E non isconquassaste voi tutto !
Ch-v. Si pagò più d’una volta la scommessa ,che avevamo fatta. Quella buona gente gì»bilava a vederci si gonzi. Ogni filo, che lirompeva , era per loro un guadagno : manon importa : nel metter le mani in pasta,
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