IRAGNI
II filodel ra-gno .
Le mam-melle, ocoppelli-ne del ra-gno , edi lor ca-pezzoli .
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Gl’ Insetti,
armi, per battersi. Egli non ha ale da tenerdietro alla sua preda, che vela , e la sua predane ha, per volare dinanzi a lui. Le parti sa-rebbon troppo dispari, se il ragno non fossepremunito d’un filo, e non sapesse sarte di farcon esso delle ragne, e de’lacci. Tende adun-que le reti in quels elemento , per cui la suapreda continuamente s aggira, prevede il tem-po opportuno di tenderle, e s’ accigne a far lasua tesa, quando la preda è per nascere ; ed al-lora , ritirandoli dietro alla re re allo scuro,appolla a man salvati nimico, senza esser dalui veduto.
Quanto alla maniera d’ordire, e di formarquella tela sì profittevole, adesso dirò, comeegli vi si dispone.
Ciascun magnatelo ha nel fondo del ventrecinque poppeiiine, ciascuna delle quali èco-perta da altre ancora più piccole, cuiapreeterra con allargare, e (frignerei lor capezzo-li , comunque gli piace . Per queste papillespruzza, e fa gemere di quella gomma visco-sa, onde il suo ventre é ripieno. Nel mentre,eh’ei fa colare per una o per più papille quelvischio, proviene un filo , il quale si va allun-gando a misura , ch’eis’allontanadal sito,do-ve a principio s avea appiccatoe allor eh’eiferrai capezzoli delle sue poppeiiine, le filicessano d’allungarsi, e saturnale riman ciondo-loni, Intanto quel medesimo filo gli serve discala, per rimontare.- con ciò sia cosa eh’eglilo stringne fra le sue zampe , come farebbe unmuratore, o acconciatore di tetti, il qual vo-lesse salire in alto per una scala di corda, affer-randola strettamente colle sue mani, e colle
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