Dialogo Q^dàrt'o. <?£
facciano osservazione a’ sacchetti, che vi son 1dietro.
Cav. Chi ha un po’ d’ingegno , non pe-risce mai.
Trior. Non mette conto andar a cercarè unragno ordinario, per informarvi del di lui me-todo particolare,. Dopo aver vedute tutte lecose predette , vi basti di sapere, che tutti ge-ueralnieute questi animali allogano nella siestatorma le loro uova dentro una tela sì forte, chereca stupore. Tutti attaccano la sua bolgia al-la muraglia : e se mai li vedono in qualche pe-ricolo Ma prima cosa, eh’e’facciano, è stac-care il™ r fagotto, é scappar via meglio, chepossono. Eccovi detto, Cavaliere mio caro,tutto ciò, che generalmente ho osservato inordine a’ragni, senza entrare nelle particola-rità piò minute di tutte quante le loro razze,de’ loro nomi, delle figure, stature, astuzie,e maniere di tèndere , e d’uccellai e , le qualisono infinitamente di verse.
Comes. Bisogna àlmen dir qualche cosa della La tarar-tarantola . Questa generazione di ragno è cosi tola, ostravagante , che non merita d’esser passato ragno dilotto silenzio . La taràntola s’astòmiglia al ra-gno domestico ma il di lei morso produce à”".( massimamente ne’paesi caldi ^ degli effetti C ad. del-altrettanto portentosi, quanto funesti. live- le feien*letto di quest’animale non opera cosi subito, ze 1708.àttesochè non ne ha, se non in pochissimaquantità. Ma però si fermenta, ed in capo aquattro, o cinque mesi cagiona di spaventosidisordini. La persona ch’é morsicata dalla ta-rantola noti fa altro che ridere, e saltare : bal-la; si dimena; festeggia.- ma il. suo festeggiareG 2 è, tut-
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