u8 Gì’ Insetti. -LE VE- joru , elle son sempre privilegiale in suste sai.SPE ' tre occasioni. La civiltà de’mariti, e di tuttala brigata è una cosa , che non ha pari. E’ peròda riflettersi , che queste madri sono in pochis-simo numero; e che bavere sopra di sè tuttalaguida di casa è perforo d’un disturbo incredi-bile . Tante uova da covare , tanti pargolettida nutrire , tante gite di sue di giù, e di cel-la in retta, tante visite, e tante riviste, e do-ver sempre ricominciare lo flesso mestiere dac 'o, (co-.a aver campo d’uscire un sol momen-to di .afa: voi ben vedete , che questi non sonpiccoli aggrav j per una sola vespa . Le bardot-to , cm compatite cotanto, menano in certomodo una vita più felice di esse : vanno allabusca; si divertono col passeggio; rubano,pappano, dormono, e campano, senza pren-dersi alcun travaglio, sii basimi spalle. Io perme ardisco dire, chela lor condizione sia piùavventurosa dì quella di tutte basire.
Cav, Ditemi, caro Signore ; le vespe fann 1elleno la provvisione pel verno?
Prior. Nè meno pei dì dipoi,
Cav. O come fanno a passare la stagion rigi-da, eh’è sì lunga?
Trier. Albappressarsi del verno tutta questarepubblica muta faccia. Appena principianoa farsi sentire i primi freddi, che tanto le mo-gli, quanto i mariti, con tutta la tenerezza,che prima avevano pe'suoi figliuoli, gliam-Quanto cazzan tutti, Uova , vermi, ninfe, vespetempo novene, tutto si stermina ; tutto si getta fuorcampi- del vespaio, e si ribaltano sottosopra perfinleno leve» celluzze.
sP e * Cav. Donde mai può derivare un tal can-gia-