LE VE-SPE .
120 Gì.’ INSETTI.
gatì. La madre non ha più iJ carico di dover inutrirli. Forma poi due altre cellette, e vi tdepone due altre uova i Nel mentre che quel!' £uova arrivano a fruttificare , e che i nuovi i
frutti vanno acquistando vigore, i due primi i
vermetti rompono la sua portiera , e fi metto- 1no a faticare in compagnia della madre. Sir ]ché presentemente fon tre di brigata. Nel ter- 1min di quindeci giorni i due secondi vermetti 1aumentan la famiglia . Principiano allora aslargarli, e cominciano a goder‘de’vantaggi idella comunità. S’apparecchiano un albergo |spazioso, ed agiato: fi vede di giorno in gior-no crescere il numero delle cellette: dovels jmadre rompe un uovo di maschio , e suste-guentemente un altro di femmina. Bisognadire, eh’ eli’ abbia un ordine positivo di doverfare così." conciofiacbè assesta puntualmenteJa grandezza della cella alla corporatura delmaschio, o della femmina, eh’è per nascere. |
Il maschio divien marito della sorella , e tostol’ingravida : e se nel mese di Giugno vi son duemadri, in capo a tre settimane ve ne son cin-quanta,- e queste cinquanta madri portano,prima del mese d’Ottobre, dieci mila, e piùvespe.
Eccovi , Signor Cavaliere , ciò , che hotrovato di notabile rispetto alle vespe. Nonvi starò ad attediare colla descrizione d* alcunealtre razze, parte delle quali appendano il lo-ro nido a' rami degli alberi,- e parte son ducotre volte più grosse delle ordinarie, elo pian-tano sotto d’una tettoia , ovvero in qualchecatasta di legno: poiché in tutte le vespe liravvisa, poco più o poco meno, la medesima