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Tomo I.
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125
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Dialogo Sesto. 125

tutto, edimedesimi contadini ne sono inte-si . Sicché risparmierò al Signor Conte la penadi toccare un tal punto , e prenderò tutta que-lla dissertazione sopra di me . Il secondo è as-sai più curioso, nèsi può arrivare a compren-derlo senza laiuto dun alvear di cristallo, elènza aver occhi da vero filosofo . Il SignorConte, ehè hen fornico delluno, e dellal-tro , si compiacerà di prendersi lassunto dam-maestrarcene .

Cav. Signore, è egli vero , che lapi abbia-no un Re?

Prior. ( a ) Certa cosa è, che in un alvea-no si distinguon tre spezie di pecchie fra lor di-vèrse . Primieramente vi sono 1 api ordina-rie, che formano il corpo della nazione. Que-lle hanno s incarico di tutta la fabbrica, siconosce selle sian femmine, o maschiSontutte fornite d una tromba per lavorare, edun pinzo, o pungiglione , per combattere cosuoi nimici. In secondo luogo vi sono i fuchi,0 pecchioni, che hanno un colore lionato, esono un terzo più lunghi , e più grotti dellapi; come che se ne siano trovati di quelli,la cui grossezza non eccedeva la mole dellapi. Questi fuchi passano appresso i natura-listi per maschi. Non sono armati di pungi-glione ; ed in un piccolo bugno di sette ootto mila pecchie se ne contano cento, e più;( b ) siccome in un alvearlo maggiore, esem-pligrazia di diciassette, o diciotto mila pec-chie, vi se nannovera il triplo, ed il quadru-plo della somma predetta . Finalmente^evviuna terza sorta di api molto più robuste, e piùgrosse defuchi medesimi, la quale è armata del

LE API.

(a) Fastidell Ac-cad. del-le scien-ze 1712.M. Ma-raldi,Leeu-wenoeckAre.nat.Tom. z.epist.14.ct

(b)Ma-raldi.