Dialogo Sesto. i ij
uscita , v’ho veduto un uovicino . Da questolì può argomentare, che questa sia la femminadella razza : e siccome per più reiterate osser-vazioni non ve n’ ho ravvisata in tutto unosciame più d’una, o di due, come che radevolte arrivino a tre ( le quali lì riconoscon be-nissimo fra tutte l'altre ) cosi credo, che.ficonvenga loro piuttosto il nome di Regine,che quello di Regi. Ma quale è mai l'opinionedel Signor Priore , in ordine a qùe’ pecchieni,che con altro nome si chiamano fuchi ? Questicerto non fonod’una spezie diverta dall’api,poiché gli ho veduti nascere nell’ alveare den-tro a celletefatte a posta un poco più spaziosedell’altre. A che mai son destinati ? Vogliamnoi dire, eh’e’siano i mariti della Regina ? Iltrasparente mio bugno non m’ha ancor datitanti lumi, da potermene ben chiarire .
Prìor. Eccovi, Signore , ciò, eh’ io sonoarrivato a scoprire intorno a cotesti fuchi.
Tro-ll. Il pungiglione dell’ape . 4. V astuccio delpungiglione, ove stanno racchiuse due frecce . 5.Le due frecce, quivi delineate senza 1’astuccio,per farle vedere più chiaramente. 6. La goccioladel veleno, che goccia nella ferita.
I. Gli alveoli rimirati per l’apertura , coll’or-lo, che fortifica il loro ingresso.
L. L’ uovo situato nel fondo della celletta » odalveolo.
M. Il vertaicciuolo novello, che vien dall’apeimboccato, e pasciuto di mele.
N. Il vermicciuolo ristucco, e vicino a produrl’ape, che sta incorporata dentro di esso.
O. L’ape quasi quasi formata, la quale, deposta ,mediante i suoi sforzi, la spoglia del verme, é già ar-rivata a perfezionarsi, e trafora il coperchio dellacella, che un’altra pecchia più anziana avea tura-to di cera.
LE API,