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I4ž Gì’ INSETTI.
ciò le dimostra d’aver bisogno di reficiarsi. Ab rlora la difpensiera apre là sua fiaschetta del me- tle, e ne versa alcune gocciole , dame di son- {lamento vedute scorrere per tutta la tromba 1dell’altra, ed ho osservato che questa tromba rveniva di mano in mâno a gonfiarsi intanto 1che il mele passava i Dopo essersi ristorate con tquesto poco di cibo , si rimettono a lavorare gagitandosi colle zampe, e con tutto il resto del ccorpo.
Cav. Il compimento di questa fabbrica de- 1Ve richiedere di gran tempo. J
Cont. Quantunque l’aggiustatezza , e lei prò- \porzioni della medesima siano prodigioso, ciò gnon ostante la sollecitudine dell’operaie èsl >grande, che un favo a due palchi, drizzati , ]l’un sopra l’altrod’un pie di lunghezza, e di . fsei quarte di larghezza, si finisce in un giorno: I re un cotal favo è capace di dare alloggio a tre cmila pecchie. c
Nella struttura di questi favi si ravvisa una fsimmetria, ancor più perfetta, che nella fah- {brics del Vespaio. Imperciocché il fondo'di (queste celluzzé non solamente va a terminare jin una piccola punta, per dar ricovero ali’uo- , jvicino, e far si, che vi fi concentri il calore, r( la qual Cosa non avverrebbe, se il fondo fosse <piatto,) ma di più è a faccette, cioè compo- asto di piccoli lati triangolari, i quali si riunì- 1scono esattamente negli angoli, e fi corrà reran perfettamente a un per uno nell’ estremi-tadi consimili delle camere opposte. Rompe; ttene qualcheduna , e troverete la verità di rquanta vi ho detto . Osservate oltre a ciò , gche le pecchie dispongono, e acconciano ilo- g
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