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Tomo I.
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ìy 6 G l Insetti.

sche°* t0 ànno, quanto gliene reca quel misero on' digno, per cui la mosca ordinaria pon giù leLe lue- lue uovi. Non è già cosi del succhiello delleciole. lucciole; e di molte altre spezie di mosche.Anzi da queste si ricavano de vantaggi consi-derabili . La più parte di elle trovan sempre ilsuo vitto , ed alloggio sur una pianta deter-minata, e particolare: ed alla cura, ehellesi prendono di allogarvi i lor parti, siamo de-bitori dell' invenzione ; e della materia depiù vezzosi colori, che adoprinsi nelle tintu-re S e nelle pitture : esempigrazia del nero mo-rato, dellinchiostro comune, della lacca, edello scarlatto.

Contes. Io per me ho sempre sentito dire,che linchiostro è un composto di noce gala, edi vitriuolo ; e che la tinta dello scarlatto èfatta di cocciniglia , odi grana. Il perché nonso vedere, comencrino qui le lucciole col lorsucchiello.

Com. Vel dirò io. Havviuna spezie di mo-sca , la qual presceglie a confronto di tuttigli altri, 1 albero della quercia , per collo-carvi le sue uova. Ella trafora collo strumen-to sopraccennato la costola, oI gambo deliefoglie, e spesso ancora i picciuoli tuttavia te-neri di detta pianta, e fa penetrarvi la sega fi-no al midollo . Versa nel tempo stesso sullapuntura una gocciola del suo liquore amaro;e vi figlia tantosto dell' uova . Il midollo diOrigine q UC ] picciuolo trovandosi in cosai guisa intac-dellagal- cato ^ interrompe la circolazione del sugo, che(aY Mal- lo nutriva ; ed a cagione di quell umore vene-pigh. de 6co, che vi lavora, vi si genera una fermenta-van i, . zione, o ribollimento, («) che abbruciale

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