LE MO-SCHE.
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delle reti proporzionate alla piccolezza del (j.to, evi prende de'moscherini, che vanno làa procacciarsi la lor disgrazia.
Tutt’ altro addiviene della noce galla, cbenasce d’ Autunno . Sopraggiugne sovente ilfreddo , prima che ’l verme si sia trasformatoin mosca, oche la mosca sia uscita fuori dellasua bacca. Al cader delle foglie casca pure lacoccola; e ognun direbbe, che la mosca anni*data quivi entro dovesse perire . Ma egli noliè così. La mosca trapassa pacificamente l’in-verno ben alloggiata, e ben difesa dal freddosotto il coperto della medesima galla, e senestadi vantaggio sotto una coltrice, 0 piumac-cettodi foglie, che tanto più la riparano. Maquesto alloggio, così adagiato pel verno, di-viene a primavera una carcere . Quindi è,che la mosca, appena si fan sentire i primi cal-di, che s’àpre un ad ito per uscir suora, e met-tersi in libertà. Ogni piccol pertugio le ferve,sì perché il di lei corpo è tuttavia piccoletto,e sì ancora perché gli anelli j che lo compon-gono , colf allungarsi s’assottigliano , e sbat-tano ali’ apertura.
Cav. Adesso vedo il perché dentro al duroguscio delle avellane , o nocciuole si trovispesso spello un vermetto . Egli proviene,senz’ altro , da un cacchione inseritovi da unamosca , allorché il frutto era tenero ; e di fat-to vi si ravvisa benissimo il buco, per cui lamedesima ve l'introdusse.
Cont. Se questo buco per avventura si riser-ra ( come addiviene comunemente alle frut-ta, alle orbiglie, e alle fave) ciò deriva dalloscolar, che fa il sugo, nella puntura, il qual la
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