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Tomo I.
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179
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Dialogo Ottavo.

*79

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faapocoapocorammarginare. Sotto il gusciodella predetta nocciuola, o veramente dentroil midollo della medesima il verme già natotrova un ritiro, dove non è chi linquieti, eduna provvisione di vettovaglie, ehegli nonha da spartir con nessuno . Spasseggia, e man-gia detto a suo beneplacito. Diventa grassobracato; e finalmente, sentendoli spuntar 1ale, lamor della libertà, e del bel tempo glifa fare un pertugio nel guscio, e rinvi ta a cer-car compagnia.

Cav. Signore, voi fate fare a quello solita-rio vermetto un personaggio molto bizzarro.

Contes. Questa dichiarazione dell originedella noce galla mi cava d' un grand' imbro-glio . Era smaniosa di sapere, le le querce , cheproducon le ghiande , generassero un altrofrutto differente da queste. Ma ora compren-do, che quelle bacche , onde le querce sonpiene, son vere, e mere nascenze, originatedalle punture di qualche insetto .

Cont. Impropriamente fu dato a quella coc-cola o galla il nome di noce. E' vero, chellaèuna spezie di nocella , e che si raccoglie da unalbero; ma non ha se non una falsa apparenzadi noce , o di frutto, senza esser lun E al-tro . Quasi tutte le piante son così traforate daqualche insetto, e producono delle galle dognistorta di colore, e grandezza . Vha degli al-; beri, le di cui foglie ne fon gremite: ma noniichiaman col proprio nome, perché non se; ne fa verun uso. E se ci ponessimo a-far la pro-; va di quelle , che nascon sul platano, sul piop-po, sul salcio, sul bosso, osali estera, forseforse se ne trarrebbono de colori preziosi .

M 2 Contes.

LE MO-SCHE.