Dialogò Ottavo,
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Ma perché, col ritorno della stagione piovosa,fi corre risico di non vederli tutti perire, siportan via , colle madri , anche i figliuoli;ed ecco la terza raccolta. Si serba un numerosufficiente degli ultimi per propagare la spezieFanno venturo ; e tutto il resto si fa morire onell’ acqua bollente, o ne’forni, o veramentedentro le teggbie, o tegami, dove le donned’America han per costume di cuocere il pane ,sfocacele di (s) Quelle, che muoio-
no veli'acacia bollente, restano di colore lio-nato ; quelle, che s’uccidono in forno, diven-gono di color cenerino mischiato ; e quelle checrepano nelle tegghie, al di fuori son nere, ecompariscono abbrustolate; ma interiormen-te son piene d’ una certa polvere rossa moltobella . Quess insetti ci vengon di là disseccati,e quasi ridotti in polvere. Tuttavia vi si rav-visa, eziandio senza microscopio , la figuradel corpo ovato delle lame, delle zampe, oalmeno de’ frantumi delle medesime , e unapiccola tromba appuntata .
. La lacca, di cui si forma il rosso più acceso ,è una gomma resinosa , che alcune mosche , oformicole alate , raccolgon da varj fiori, e poila depongono, o su le rame degli alberi, o sule pertiche presentate loro dinanzi da chi vuolprevalersi della lor opera .
La grana del Chermisi, e dello scarlatto èuna piccola gallozza rossa, che nasce addossoal moscino, il qual trafora una pianta somi-gliantissima al leccio, o allo fmilace. Se s’indu-gia un po’ troppo a raccor le gallozze , soprag-giungono ceree mosche , che le traforano , e rinliauano i lor cacchioni, donde poi nasconoM 3 de’
LE MÓ-SCHE;
(a) Haft*soekerfaccio diDioptri-ca a car.sr.Parie»1594 -
La lacca.
La grana.