Dialogo Ottavo. 191
felina è permesso d’andar vagando a suo pia-cimento. Quei moscherini verdi, che sciat-tano la maggior parte de’fiori , e fanno ac-chiocciolare le foglie de’ peschi , e de’ peri,sono fasciati di un certo sugo , 0 per dirmeglio, d’ una spezie di mele, di cui le for-miche son ghiottissime . Ma non è vero ,eh’ elle insidiino nè alla pianta , nè alla vi-ta de' medesimi moscherini . Questi sì, chefan bene spesso a’ nostri alberi tutto queldanno, che alle formiche s’appone ; e tira-no loro addosso una persecuzione non menoingiusta, che vana.
La grand’ansia delle formiche si è d’adunardelle biade, e delle granella, che possan ser-barsi : e per paura, che queste granella, me-diante l’umidità delle lor sotterranee celluz-ze, ocome che sia, non germoglino, rosic-chiano il germe , che spunta da ciascun grano,e in cotal guisa se le cautelano.
Ho veduto delle formiche portare, e sospi-gnere de’granelli d’orzo, o di sormonto piùgrossi di loro. Ma non ho ancora avuta la sor-te di rinvenire il loro granaio. Turti gli anti-chi ne parlano , e l’Aldrovando autore moder-no attesta d'averlo veduto. Può essere, chesiccome son varie le spezie delle formicele,così pure le operazioni, ed istinti di ciasche-duna sieno diversi. Può darsi ancora, che leloro crisalidi, per essere alcune volte di colorbiondo, siano state prese, in cambio delle gra-nella , spogliate del germe , e gonfiate dali* ti-mido .
Le formiche , dopo aver menata la state incontinua agitazione, e fatica , se ne stanno
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