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Tomo I.
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Dialogo Ottavo. 195

terminare in una coda affilata. II suo colore è I MIR-IVI ICO-LEONI,

bigiccio, ma tutto picchiettato di nero . Il

ti d.MMirmi-coleone.

suo corpo é comporto di varj Anelli schiacciati,e sdrucciolevoli » Ha lèi gambe: quattro delle * >0UDart *quali s’atten 4000 al petto , e due al collo. L„sua testa è sottile, e schiacciata. Gli shunta- cad-.-miâno daìla fronte due corna lisce, dure, lunghe delledue linee, e verso la cima falcate. Predo alla scienzebase di queste corna spiccan tu: begli occhiet- l 7 °i-ti, neri e vivaci, che gli servono a maravi ® trumen “glia ; imperciocché ad ogni minimo oggetto,che se gli para dinanzi, tolto scantona . Glialtri animali li servon dell’ ale , o pur dellegambe, per rincorrere la lor preda. Ma ilMirmicoleone non sa far altro , che fuggi-re, e rinculare. Non è pericolo , che corramai dietro alla preda: li morrebbe piuttostodi fame , che muovere un palli» per acchiap-parla. Vuol, che la medesima, per cosi di-re, gli salti in bocca . Sa bene il segreto difarla cascar nel calappio, ch’egli le ordisce.

Questa è Tunica strada , che la natura le ab-bia insegnata, per avere, onde vivere. Quicondite tutto il suo sapere : e per dir vero,gli balta.

Presceglie un sito arenoso a pi è d’ un muro,odi qualche altro sporto , affinchè la piog-gia non gli rovini il lavoro. Ha bisogno di sab-bia, e di sabbia ben arida: altramente unaterra conglutinata , ed anche l’arena umidanon s’arrenderebbe a suoi sforzi . Quando Traboc-cgli si mette a scavare il trabocchetto , do- chettove intende di far cadere la preda, principia del Mir-aincurvare le parti diretane, che sono in pun- eo -ita taglienti; e le affonda sotterra , a guisaN a d’un