Band 
Tomo I.
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x <)6 G t’ Insetti.

d’un vomere d’aratro , camrmnando fempreaLEONI r ' Ir0)o ^ r ‘ curai girila torma io più volte a forza' di piccole (colse un Col o orbu olare, iku. dia-metro e sempre uguale alla protstond'tà,ch’edidisegna di caie al suo trabocchetto. Allato alprimo folco forma il secondo, e poi'1 terzo,con altri molti, procurando, chegli ultimisian sempre minori de’ precedenti. Cosìeaapoco a poco profondan lofi sotto !' arena , edamisura, che vi s’interna , lancia colle sue cor-na la sabbia (ul ciglio del fosso, ed anche piùoltre , camminando tuttavia per una hnea spi-rale allo’ndietro. Col reiterato lanciar dell’arena fuori dell’orlo vota a poco a poco il tra-bocchetto , e l’affonda . Più franco nelle sueoperazioni degl’ingegneri medesimi descriveun cerchio perfetto, e forma una voluta senzacompasso, dando al terreno il più precipitosopendìo, che mai dirsi possa, senza pericolo,eh’ei rovini. Talee l’industria , e la condot-ta , eh’ei tiene, per ultimare il suo traboc-chetto, che s' assomiglia per sappiamo ad uncono rovesciato, o per dir meglio alla figurainteriored’un imbuto.

Allorché il Mirmicoleone è nato di fre-sco , forma un trabocchetto assai piccolo .Cresciuto , eh’ egli è , ne fa un altro viepiù spazioso ; la di cui sponda può averequalche due dita , e forse più , di diame-tro , ed altrettante dì fondo . Compiutoquesto lavoro, s acquatta giù a basso sottola sabbia , di modo che le sue corna toc-cano appunto il cupo fondo dell' imbuto .Colà sta uccellando al centogambe , allaformicola, al moscherino, e ad ogni sorta