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Tomo I.
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Dialogo Ottavo. r??

cinque , o sei linee di diametro ; perde * M-la libertà di poterli muovere . Ma egli no»si contenta d albergar sotto un muro alla nu- ON ' Irda, onde potrebbe agghiacciarsi, ed asside-rarsi , Si serve di quel filato, la cui finezzasupera di gran lunga la seta. dei filugello ,ad un altro effètto. Attacca le fila in qual-che Ino a luì comodo ; e poi le porta in un al-tro, le attraversa , e le incrocicchia in millemodi, e nel medesimo tempo le incoila insie-me . Para, ed addobba con quel tessuto ( chesembra un raso, di color di perla fi fissi mo, ebellissimo) i penetrali del proprio albergo.

Tutta la fimmetria, e tutto T comodo di que-sto lavoro è ai di dentro., Non fi vede al di fuo-ri , se non un poco d*arena. Il suo albergo nonsi distingue dal terreno contiguo e ciò gli tor-na ben conto.. Conciossiacosaché, non essen-do osservato, esime dalle persecuzioni degliuccelli ,, che lo nimicano , e vive in pace : lad-dove ravvisandosi a qualche esteriore segnale,sarebbe, sempre in pencolo della vita..

figli se ne sta in cotai guisa rinchiuso quan- Meta-llo sei, quando otto,, e talor anche più set-Umane , nel. qual. tempo, fi. disfa degli oc micoleo^chi, delle corna, delle zampe, e della, pel- ne#le : e tutte le di lui spoglie restano accincigna-,te, a guisa dun cencio,, nel fondo,della pal-lottola. Egli diventa una ninfa, o una bam-bola corredata di nuovi occhi,, di nuove.zam-pe, di nuove interiora , e di ale:, ma tutto stainviluppato in una pellicola , che sembra giu-sto un liquore rileccatole addosso,, comeaddi-viene a tutte lefarfafie, allorché depongonola spoglia del verme, per trasformarli in crisa-N 4 lidi.