■ Prefazione» xiij
atte a far restar impresto nella memoria l’oggetto diquante descrizioni (e ne posson mai fare. Fate, chèlipresentin dinanzi a un giovanetto studioso i termini difoglie gracili, polpose, bislunghe, sinuose , straccia-te; tutti questi termini scientifici, gì’imbarazzeran-no la mente, equello studio, che gli serviva di diver-timento e di spailo, si cangerà in una sofisticheria dafargli lambiccare il cervello. Fategli per lo contrariovedere la foglia della pianta, arriverà subito a ravvisa-re la differenza , che passa tra l’olmo, e’1 carpine ,tra’l tiglio, e la scopa. Perquesto mezzo le riconosceràtuttequante senza fatica; e così in passeggiando peruna macchia, operun prato, vi saprà dire, ecco quadella cedronella; ecco là del trifoglio: questa è unaquerciuola, quello è un abete .
Tutte queste piante hanno una divisa particolare,per cui si possono a prima fronte riconoscere. I galan-tuomini, che tuttogiorno ne parlano, lì valgono, perravvisarle, della figura delle lor soglie , e semenze.Terremo dunque ancor noi questa medesima regola,nèci cureremo di distribuire metodicamente ciascunapianta nella sua classe, odi formarne una serieordina-ta principiando dal genere, e poi venendoatutteîeloro ultime spezie, comesi trovan disposte nel catalogodel Turneforzio. La gioventù si sbigottirebbe a vedertutta quella farragine di fiori semplici, edi fiori com-posti, di semplici sterili , e di semplici fecondi, dicomposti monopetali, e di composti polipetali,; dino-nopeiali regolari, o fazionati a campana, a tino, arosetta, e di irregolari, osarti a foggia ec.. ..Questedivisioni, e suddivisioni , con altre molte , che perbrevità si tralasciano, son buone tutte per chi vuol for-mare un erbario, o veramente un catalogo universaledi botanica. Ma nel caso nostro sarebbono onninamen-ei fuor di proposito : e chi volesse censurarne, per aver
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