Dialogo Primo. z
'■ rò, I soli suoi occhi vi trovan pascolo e godi»ìi mento.' per gli altrui, non hanno neppur unminimo allettativo . Gli animali non vi tro-vano gusso alcuno.- non 6 ferman nemmenol£ ' a guardargli: li confondonocoll’erbe ordina-ti,' rie" cai pestano addirittura i più beili,-né han-'fi no per questo vago ornamento della naturac : un minimo senso. L’uomo all’incontro li sa
ll ben distinguere tra la folla di mille oggetti,che lo circondano, eli raccoglie con un pia-cere incredibile.
m Prtor. Così è : passa tra’fiori e noi una dol-i' cissima simpatìa •• e non sì tosto ci se ne pre-vi senta qualcuno alla vista, che ci sentiamo unforte stimolo di approffimarcegli. Che se poilo colghiamo , per goderlo più da vicino ,or a misura, che noi l’andiam contemplando ,ci cresce in mano il suo merito , per le nuo-A ve prerogative, che in lui si scoprono , Lason maggior parte de’ fiori, non contenti d’ap-W pagare i nostri occhi colla simmetria dellasua loro struttura , e colla vivezza de’lor vez-nte zosi colori, s’insinuano dolcemente colla lorio. soave fragranza nel nostro odorato ; e dopoio a essersi con innocente dilettazione imposses-tnt- fati del nostro sensorio , si cattivano da van-iti- raggio, a forza delle loro manierose attratti-w- ve, il nostro animo.
Ita S’io prendo a contemplar questo fiore dalcon principio della sua nascita fin agli ultimi suoiusa- progressi, trovo, eh’egli ha per uso di sboc-ono dar sempre colà , dove é per nascere la se-menza ; ed osservo altresì , che dovunquetra- non spunta il fiore,non può in quella parte spe-lo- radi alcu n seme. Gli alberi delle selve, le pian-
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Ilprimofine de’fiori .