I e se-menzede’fiori.
Il tem-po di la-minarli.
34 Platea del Giardino.
Venire di Fiandra, ed’Ollandai fiori più ra-ri . Si trovavano allora ne’ Paesi Baffi moltiilì-mi dilettanti , che facevano ad ogni trattodelle nuove scoperte di fiori di qualunque ge-nerazione, per Fuso, che avevano, di semi-narli. La loro nazione era Punica a tenere untal metodo ; olia, che la Francia non ne aves-se veruna idea , o sia , che lo spirito focosodella nazione malagevolmente s adattasse afar certe prove, il di cui esito richiede comu-nemente lungo tempo, e pazienza. Si stufòalla per fine d’andar comprando con tanta spe-sa dagli stranieri quelle delizie, che si pote-vano avere con niente in casa propria : e i giar-dinieri di Parigi, e d’altre Provincie, maspe-zialmente quei di Normandia, e diCaen , sidiedero a seminare de'fiori, cornei Fiammin-ghi , ed anche in maggior copia di coloro ; sic-ché aiutati dalla dolcezza de’loro climi supe-rarono in ogni conto i fiorami, che ci veniva-no da’ Paesi Baffi . Adesso non abbiam più biso-gno di ricorrere a gli stranieri; ma bensì glistranieri han bisogno di ricorrere a noi.
Le semenze de’ fiori fi soglion corre a tem-po asciutto, e custodire altresì in luogo asciut-to. Allorché i loro steli cominciano ad in-giallire, o quando si crede, che i semi pos-sano esser maturi ; si mozzano i detti stelipresso la cima, e si lasciano le semenze den-tro le loro caselle , o borsette , dove natu-ralmente soggiornano . Quindi si espongonoper una mano di giorni al Sol cocente , af-finchè si stagionino, e si conservino più age-volmente .
Si sogliono seminare in sul principio della
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