Dialogo Terzo. 41
diverse piante nelle nostre praterie. Voglio*no, che alcuni mercanti Fiamminghi, tiratidalla lucentezza , e dall’ odore di quelle natu-rali ramette,che incontravan per via, ne spian-tassero qualche cesto, e sei portassero nel lorpaese di Lillà. Che raccoltene le semenze, lesotterraste™ ; e si ponessero a coltivare congran diligenza tutte quelle piante , che veni-van più belle. Non potreste mai credere qualcangiamento mai fece , alle lor mani, questofiore salvatico, e da noi sì negletto, e quantocrebbe il suo bello.
Contes Tornò successivamente a ripatriareda Lillà, con tutto il merito, che seco portala novità. Nè solamente fu accolto con distin-zione, per esser venuto come forestiero, maancora per la real sua bellezza, che si può direesser giunta alla perfezione.
Cav. Quali mai sono que’ requisiti, che ren-dono questo fiore perfettamente bello ?
Cmtes. Richiestesi in primo luogo , che ilsuo gambo sia vigoroso, e polputo. - che il nu-mero de’campanelli, disseminati su per lo ste-lo, sia abbondante : e che formino tutti insie-me un mazzetto, il qual si presenti con avve-nenza , senza dichinare verso la terra .
Prior. Questo difetto intravviene ( come po-tete veder purquì in questa pianta) quando ipicciuoli, o gambetti de’campanelli son trop-po lunghi, o troppo smilzi.
Qvntes. Si richiede , oltre a ciò , che ifioretti sian larghi , ben merlati , e benmodellati .■ che le foglie di detti fiori nonsieno arricciate, ma tese , e il lor coloritovivo, ed acceso.- che gli apici , cioè a dir
le
Requisi-ti ci'unabella o-recchiad’orso.