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Tomo terzo.
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82 Ornamenti del GìARbiK'o.

in una parola, tutti quegli arboscelli, che simantengono sempre verdi. Ma questi ricove-ri avevano tempo fa un non so che di dozzina-le, e lugubre i Le barbe di queste piante era-no quasi tutte scalzate, o scoperte, e le lorrame parevano scorticate : imperciocché, vo-lendosi, che la lor ombra coprisse tutto, si ve-niva a impedire la lor vegetazione. Oggidìcostuma di formare degabinetti senza alcunsopraccielo, o veramente de pergolati disco-perti alle bande, esatti a guisa di logge, o divolte sostenute da alcune leggiadre, e verdeg-gianti colonne. Così visi respira un aere pisisiano, e tutto vi si nutrisce sen za fatica, sìan-techèil Sole, trovandoli suo adito da trapas-sare, e laria liberamente giucandovi, man-tengon le sfondi sempre vegete , e vigorosetanto giù a basso, quanto su in alto.

Cav. Può esser benissimo, che la soverchiaombrìa, eia mancanza dell aria sia la cagionedi quello sfrondamento, che il più delle volteravvisasi nelle spalliere.

Le spai- Cont. L'altezza delle spalliere, chesormanbere , o siepe a gli stradoni, deve esser sempre minoresiepi das della larghezza di essi . E se gli alberi, che ab beri cuna volta coronano questi stradoni, son bendiramati, ed ariosi, rappresentano una veramuraglia tutta parata di verde, cosuoi fonda-menti piantati sotterra ; formano allora un depiù vaghi ornamenti, che possa avere un giar-dino, regolando, in certo modo, tutta!ar-chitettura di esso.

Cav. Non vè altra pianta, che possa pren-dere questa forma, fuorché la mortella ?

Cent. Le spalliere, ( tanto le alte, quanto

quel-