Dialogo Quarto. 83
quelle, che non eccedono la spalla ti 5 un uo.ino) lì poslbn fare o di tiglio, o d’elmetti, 0d'oliere, 0 di nocciuoli: sì veramente, cheprincipiandosi con una di queste piante, pro-seguali tuttavia colla medesima, senza inserir-vene d'altra spezieimperocché saspettodidue fogliami diversi sa brutto vedere, e poi nonpuò àr di meno, che non vi restino certi in-tervalli, iquali rendanola spalliera deforme.L’acero nano haquestodi buono, che cresceali’ ombra, e ritura ogni spazio voto moltomeglio, che qualsisia altra pianta : ond’ è d’Un bel comodo ne’giardini di già formati, chehanno bisogno di qualche relìauramento. Malà verdura della mortella è incomparabilmen-te più vaga, e più durevole.
Le spalliere basse fi posson fare di tasti, di'lauri, di mortelle, di ligustri germanici, edispinalbe; o, quando si vuole, che sian ma-gnifiche, di melagrani.
Cav, Una spalliera di melagrani deve parertutta fuoco, quando è fiorita .
Cont. Se mai fi volesse coprir qualche muro,o qualche terreno inutile, irregolare, o mal-guardato dal Scie , il qual faceste un bruttoaspetto, vi si forma una spalliera , o qualchealtra adornezza con certe piante , che prova-no ne’luoghi più freddi, che fi mantengonosempre verdi, è che vagliono a tapezzare convenustà quei siti infelici. Tali fonò il tasso, illauro regio, la laureola, il cedro, selce, ilbosso, losmilace, e sellerà.
Questi arbori sempre verdi son pure acconcia formare de’ pergolati , o de’ portici, cheservono a limitare la vista d’un apparcamen-
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Alberisempreverdi.