u
ìîalì
itoli;
l’tqiì,
itefc
:F
10; ;î,fé
Ài
lutili!r, £k
Dialogo Sesto. ;o 7
A misura, che le dette parti si van dilungandodalla figura rotonda, questa terra diviene orarena, ora ghiaia, ed ora un cumulo di minu-te pietrelle. Tutti questi suoli diversi son benatti a ricevere fra i loro spaziati l’acqua, 1’ o-lio, il sale, il fuoco, l’aria, e tutti gli altriprincipi della vegetazione- ma non possonoritenerli. Vi s’insinuano facilmente; ma conla stessa facilitaste se n' escono. Quindi è, chela cultura d’un tal terreno riesce per lo più in-fruttuosa.
-Ili'incontro il terreno tegnente è una mas-La creta,fasti sottilissimi corpi aiuoli, probabilmentedi figura cubica , agevoli a combaciarsi per-fettamente fra loro, e a star uniti, e ammassa-ti . A misura, che i corpi cci noli di q uesto suo-lo son costipati , e senza spaziati intermedi,il terreno viene ad essere o soda argilla, o cre-ta tegnente. Tutti questi suoli sono attillimia ritenere i succhi, che han ricevuti, ma sten-tano ad accogliere in sè l'acqua, l’aria, ed ilcaldo. Le fibre delle piante duran fatica a pe-netrarli; e la loro cultura è molto penosa, ototalmente impossibile.
La terra pastosa, o temperata è una massa di La terrapolvere, participante della volubilità del sab- mossi'-bione, e della consistenza dell’argilla, ove- à , eramente un aggregato di corpicci noli arrende-voli, alquanto spugnosi, atti a disciorsi sottola vanga; e, quanto acconci a ricevere f in-fluenze dell’aria, altrettanto fàcili a ritener-le. Le piante v’insinuano le loro fibre senzafatica , e vi trovano un abbondevole nutri-mento .
Cav. Beato chi può fare il suo orto in un
fon-