Dialogo Settimo. 159
*»' Cav. Bisognerebbe dunque, che la conser-ti va foste stuccata, come una ghiacciaia.
H»! Cont. La conserva, per esser buona , deveavere le mura grolle , e non esser situata ne a!I É tetto, dove l’aria è troppo fredda, né a ter-reno, o in cantina, dove sana è troppo u-W mida : ma bensì in una stanza a mezza stala,colle finestre rivolte a mezzodì, con buoneimpannate, e buone imposte, tanto a’ balco-ni., quanto alle porte , e cqlle sue cortinepii». per tutto : altramente parte delle frutte liAi marciranno dals umido, e parte ti stremiran-à no dal freddo. Io , per maggior tic mezza ,te ho fatto fornire la mia di grandi armarj, per-idf fettamente serrati; e vedo, che le mie bruc-isi* te vi si conservano mirabilmente. L'uso piùlii comune è servirsi degli scaffali modellati a\m; foggia di triangolo, per impedire , che i po-mi non cadano a terra . Si dà a questi scaf-Ét,. sali un po’di pendìo , affinchè, quando li van-ii: no di tratto in tratto a visitare, li veda di
),k primo lancio , tutto ciò, che li corrompe ,taf per torlo via , e conservar ciò eh’ è sano .([rii: A porre i frutti sur una tavola nuda , cor-
ri! se ron pericolo di ruzzolare s un sopra salerò,« e di marcirsi scambievolmente pel lor concat-j t) t to. Oltre di che la più parte fanno avvallaref »tl col proprio peso quel sito , cui premono, e loj|i deturpano. Lapaglia , edîlsieriq, che si suollà stendere su per le tavole , per adagiarceli ,ujjj partecipa loro un sapore spiacevole: elasab-(jjtls bia, mediante s umido , eh’ ella contrae , a,ài: star ali’ombra , li fa agevolmente guastare .
II miglior ripiego, che si sia trovato finora,, £ j| [W per ovviare a tutti i disordini , è s uso del1 Cc . - mu-