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Dialogo Settimo. 141
verno. Quivi pure si fanno crescere, ed im-bianchire i selani, ed i radicchi salvatici. Qui-vi finalmente son varj colti, ove s’allevano ifunghi : imperciocché, essendo esili colti com-posti di letame, e di concio, che è stato ali*aria , vi li trovano quasi sempre disseminatevarie semenze impercettibili di funghi , tra-panatevi dal vento, le quali poi a suo tempogermogliano, e producono i loro frutti.
Cav. Questa conserva si può chiamare senL*altro il giardino del verno.
Cont. Certo, che quà si colgono anticipata-mente i favori della primavera, e si manten-gono lunghissimo tempo i frutti autunnali.
La terza conserva è quella, dove si custodi-scono tutto’l verno gli aranci, ifichi, ime-lagrani , i lauri , e gli altri arbusti ordina-ri (tanto da fiori, quanto da frutti) che te-mono il freddo. Tutte queste piante alligna-no volentieri nel nostro clima. Basta, chela conserva sia ben tappata-, situata in luogosalubre, ed esposta al mezzogiorno, affinchèle medesime piante possan goder di continuo atraverso delle vetriate ilìienefizio del Sole, ericevere di tratto in tratto a finestre spalancatele influenze dell'aria, quando il tempo è dol-co, e propizio.
Cav. Se dentro a questa conserva si fa-cesse un cammino , o una stufa, vogliamnoi dire, che ne’ freddi più rigorosi le pian-te quincentro racchiuse ne sentissero giova-mento? i
Cont. Chi ha punto punto di senno siguarda molto dal tenere nelle conserve dellepiante, ocammini, ostufe. Primièramente, vi