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discendere per la sua punta più lunga sino al sirne della lettera T, cioè sino ali’ estremità dell'incisione. Poscia si ricopre la scorza applicâ-ta, con rammarginare i labbri della ferita,si veramente, che il nocchio, o polloncelloresti scoperto. Questa foggiad'innesto, chia-masi innesto a scudo. Alcuni giardinieri peròhan voluto far questa prova in un’altra manie-ra; ed è loro felicemente sortita. Han presoad appiccare il detto scudo, o scorza triango-lare dell’ albero gentile alla scorza d’una pian-ta sai valica , e sulla forma dello scudo soprap-posto tagliare la scorza di sotto , e poi staccar-la dalla pianta j applicandovi in luogo di essala scorza triangolare dell' albero gentile , for-nita d'un boccinolo, o rainicello appena prin-cipiato a spuntare i
Ma per tener morbide le scorze, o porle inistatodi potersi collegato, vi s’incastrano at-torno attorno de’filetti di lana, e con ciò èfatto tutto. Vnol esser piuttosto lana, che ca-napa, perché la canapa, essendo troppo resi-stente , non darebbe agio alle scorze di dilatar-li. ha ragione , peroni questa sorta d° innesto,dicesi innesto a scudo , si è , perché quellascorza triangolare, e appuntata ha molta ras-somiglianza agli scudi de’nostri cavalieri anti-chi . Ma per esser più sicuri d’ottenere l’inten-to, in vece d’innestar sur un albero una scor-za sola, vi se n’innestano due, una da unabanda, ed unadall’altra.
Cav. Permettan!, caro Signore, prima d’andar più avanti colla lettura, eh’ io vi diman-di, come questa dottrina s’accordi cogli am-maestramenti di Virgilio. Quìltrovo, che,
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