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Tomo terzo.
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Di aìogo Settimo. i6i

Bis- Non dicogià, che sian gran miracolo (a) il In dr<*k; far venire una corona di mele sur un platano, consista'tic odi frasche di faggio sur un castagno, o di pe- il mira-là,: re sur un olmo, oduve sur una lìepe di bosiì. bile deQuesti li chiamo piuttosto mostri di natura, nestii*i che miracoli r imperciocché non trovandosiaii fra queste piante eterogenee proporzione ve-Kc, runa, tutto ciò, che da un tal misto proviene,ti: è forzato, tutto è sciapito, tutto è inutile, eIti così non merita desser considerato, che cometg una sterile novità. Non chiamo men mara-tut,èš viglie certe bizzarrie capricciose di alcuni di-iBer tettanti , che cercan davere ne loro urtalia ddlalbicocche, delle pesche, e delle susine:p llE sur una piantasti mandorlo; ovvero delle ci-îtnl, liege amatine, dellagriotte, dellacquaiuo-lj; le, delle viscide, e delle marchiane sur uno( B; stesso ciliegio. Questi assortimenti son facilis-ta limi a farsi, poiché qui vi il frutto, che sinne-QB; sta, ha molta correlazione alla pianta, che lojjjv riceve. Ma il grande argomento della mia am-tE jujv mirazione si è vedere un albero selvatico , can-# [6 giarsi tett in un tratto in una pianta dotnesti-((g: ca , ed una pianta domestica ingentilirsi pisiche mai, e cangiarsi in un albero pisi perfet-iioii: co. ( b )

, M1Î Tom. III. L Una

liulv (z ) steriles platani malos geslère valentes ,witt[C Castane* fagos, ornusque incanstuit albo

Mr Flore pyri.

giullile (b)Un frutto selvatico, per dir vero, non can-llttéi S' a natura . Il suo pedale, anche dopo ? inneììa-mento, resta selvatico, e tutto ciò, che vi lasciass germinare, è selvatico. Il ramo gentile , che inlui sinnesta, serba ancor egli la sua nativa gen-tilezza. Ciò non ostante, siccome staliunione stifi que-