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Tomo terzo.
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179
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Dialogo Ottavo. 179

obbligati di ricercare la sua approvazione, edi temere la sua censura. Se questi il terrannoìnirtima, 8'ingegneranno di ben servi rio.

Cav. Voi dite il vero. Ma per esser buoncapitano, bisogna prima aver fatto il solda-to.

Cont. Il cavaliere vuol provvedersi d unaroncola; bisogna pur lasciargliela adoperare.

Voglio ancor io , eh ei sia piuttosto protomae-stro de suo i ortolani, che semplice lavorante,e compagno . Ma bramo almeno, ehei fi ri-serbi a potar di sua mano due spezie di fruttipiù singolari, quali sono l'arancio , ed il fico.Mostriamogli in poche parole qual governo ri-chiedano queste due piante.

Il governo degli Agrumi .

Cav. Signori , vogliam noi dare una ri-vista a gli aranci, che coronan que ss ortoali'Inglese?

Cont. Ben volentieri. Su via, quanti an-ni credereste , che avessero questi aranci ,che voi vedete piantati ne vasi grandi diquess ertale ?

Cav. Chi sa? Forse trenta.

Cont. Sappiate, che, di quanti ne sono in Ladura-queste due file, non ve n ha uno, il quale zionenon passi i centanni. Per altro ne ho veduti'degli a-altrove di quegli, la di cui antichità vi farà ra ^*"molto più specie di quanti ne ho ereditati damiei antenati. Lina pianta darancio fi mostratuttavia giovane, est riveste di fiori, ancor-ché sia in età di dugento, e di trecentanni.

La riprova di ciò, ehio dico, ne sia quel fa-M 2 mo-