delia Natura. 7
Non si pud far di meno de! legname per far l’Alioc-la divisione de* piani . Egli è assolutamente c ^*^entgnecessario per impedire ladisgiunzionede’mu- M0 .ri, e per consertare il tutto col mantenimentodel tetto.
Quando non s’ha la facilità, o la volontàdi far fondamenti profondi , ci contentiamoallora delia sodezza, che può avere la fàbbri-ca in legno dalle connessioni , che formanoun tutto di varj pezzi ; e trovandosene il ter-reno poco caricato , cède meno che non fa-rebbe sotto il peso d’una fabbrica in pietra,che vi si volesse piantare, senza fondarla sulsodo.
Quand’ altri alf opposto vuol darsi un fon- L apali fî,dâméfito stabile nel più mobil terreno, ed in rata.quello, Ove il fermo è troppo difficile da con-seguirsi ; vi rimedia il legname con assicurareuna sodezza inconcussa al lavoro de' murato-ri . I pali , che a forza di gran picchiate sificcano in questi terreni, portano i lor piedifino sul tufo, e con le loro teste unitamentefermate alla medesima altezza sostentano il pe-so d'un edifizio immenso. Il muratore, e illegnaiuolo regolarono così per tempo le loroincombenze : sempre dipoi sputarono scambie-volmente, e non ^abbandonarono più.
Il Fabbro venne poscia a fortificare , e per- L’Arwdcisezionare il lavoro à’ambedue con forti attac- Fabbro,chi, e con diversi stromenti , per osi ci ripa-riamo dagi’insulti degli elementi, odalla vio-lenza degli usurpatori. Gli artefici, e le pro-fessioni si moltiplicarono, come i diversi soc-corsi , che potevano desiderare. Molti furonodebitori della lor nascita al semplice gustodel-
A 4 ^