Band 
Tomo duodecimo.
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6 Lo Spettacolo

I?Ai.i.oa- celli, per ifcaricare in ogn! tempo nel severe«i^diL-uolg scolature di tutte le abitazioni. Questo spi-cell’Uo- r j tQ magnificenza, e di lindura per le Ope-re utili al Pubblico, si perpetuò in tutt’i tem-pi della Repubblica, e fu ancora rispettato daiprimi Imperatori . Là grand’ emulazione deipiù possenti Cittadini era di far venir da lungiun’ acqua sana , che scorresse in Roma pel pub-blico servizio ; di darle delle fabbriche vastis-sime , dove i giovani Romani potessero forti-ficarsi cogli esercizi del corpo ; di costruire ,e d’ornar di Statue portici spaziosi , dove ilpopolo potesse essere al coperto in ogni tem-po, o sia per farvi le sue compere, o sia peristudiarvi ne’ suoi passeggi i monumenti dellaStoria della Patria. La più bella intrapresa de’Romani è stata non solo di lastricare, ma distabilire sovra solidi fondamenti le grandi Stra-de, che attraversavano l’Imperio . Agrippa ,genero d’ Augusto , che si pigliò 1’ assuntodell’esecuzione con tanto zelo, e con sì buon’esito, è un vero Eroe, poich’ egli s’ obbligòtutto il genere umano.

Progressi Glisconvenienti, e la caducità dell’Operedell’ Arte di legno misero sempre più in uso l’Arte mu-ratona tanto pel pubblico, quanto pel priva-to. La Società ne ricavò doppio il profitto. Isuoi alloggiamenti divennero più comodi , edil legname sì necessario alla navigazione, al-la cuocitura degli alimenti, e a molt’altri usifu risparmiato . Pur’ ebbe la sua gran parteancora in quasi tutti gli edifiz;. Qualche vol-ta egli ne forma 1’ ossatura intera , o ciò ,che si nomina la gabbia , la quale è riem-pita dipoi con un legger lavoro da’ muratori .

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