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Tomo duodecimo.
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delia Natura. 17

no rebbe agevole il citare , in grande e in piccio- lAlloo-ittfr jo, molte disgrazie accadute per troppa indif-^ 1 *^^»: ii fetenza verso queste due cautele: ma i Vivi M0 .ut! fi possono correggere. Noi gli rispetteremo an-i 1» che coi loro difetti. Il nominarli qui sarebbe'i una Satira.

ani, Se mai qualche persona potente, o privatiIelle di buona volontà formano il progetto d unale- nuova Società di persone scienziate; so desono voti per veder cadere le lor ricerche principa-li A li sovr un oggetto molto semplice in appa-ion renza, «ia infinitamente diffuso, ed infinita-lìbfr mente fecondo per la moltitudine delle sueirez- parti, e de suoi usi. Quest è il discernimen~me, to delle terre. Questo Audio, che languisce fraeaii- le mani de nostri artigiani avvezzi stupidamen-tlt). te ad una pratica invariabile, dovrebbe occu-pi- pare la Fisica più attenta, e più industriosa,ria- Questa Società perfezionando la Storia natura-ti le, la Chimica, le tinture, la fabbrica delleioIÌk terre cotte, il murare, e la coltura decarn-et pi-, e degli orti, si renderebbe degna delìap-occi, plauso universale.

[(ione Ma perché far de voti, o nuove associazio-( che ni? Ogni Gentiluomo, che pensa assai nobil-ito mente per voler esser utile alla Società; ogni>ip- Parroco rurale, la di cui curiosità, e il di cuij al gusto non si sono rintuzzati per mancanza dirat- compagnia, essendo, come lo sono, in istatopie- di vedere per stessi le opere della Natura,ma- o di far parlare coloro, che coltivano, e sca-cxza vano le terre, dovrebbero metter in iscrittoilio- quantosservano, e imparano di nuovo. Proc-ce curerebbero a medesimi gustose occupazio-Sa- ni, assicurandosi di tutto per via di pruove ;

, e Tomo XII, B ed