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Tomo duodecimo.
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Lo SPETf A ceto

•dell’ Uo-mo

ÌJAllog- Taluno ha quindi conchiufo, eh’invece digiamento legar le sabbie coll’impasto del limo, e le pie-tre, o i mattoni con la malta, si potrebbefabbricare senza la stessa, lisciando ben beqe'le pietre, dopo d’averle tagliate ugualissima-mente, e facendole orizzontalmente scorreress una sull’ altra . Ma ss esecuzione di questametodo sarebbe forse più malagevole, e mensicura. Altro è fabbricar filosoficamente, edaltro fabbricar solidamente . Si crede nulladi-meno di veder’edifizi antichi, le di cui pie-tre sono immediatamente poste l’una sovrass altra, forse dopo d’essere state lungo tempofregate ss una contra ss altra 5 e senz’ apparen-za di malta fra esse. Tal’è a Rems la portaBasèa , eh’ è uno di que’ sei Archi, i qualipar che siano stati costrutti , o per onorarel’Imperator Probo con un Monumento di gra-titudine, allorch’ egli fece piantar le viti nel-le Gallie, o per onorare il soggiorno fatto daCaro, o da Giuliano nella Gallia Belgica.Gli Antichi avevano molti vaghi, ed egregimetodi di murare, che st trovano in Vitru-vio, ed in Bergier, che trattò delle grandiStrade dell’ Imperio . Se n’ ammirano gli avan-zi a Roma , a Verona, a Nimes, e nellenostre Strade maestre. Si può trarre un gran-profitto dallo studiare il modo, con cui fu-rono fabbricate le Terme di Parigi , deliequali sussistono ancora pezzi amplissimi, e d’ unfacile accesso tra ’l palazzo di Ciugny, e laVia dell’ Arpa.

Non abbiamo oggidì che cinque modi or-dimttrare. ^ nar Ì cìi murare i cioè in legatura, in mat-' toni, in pietre molli, in pietre e malta, eiit

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