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Tomo duodecimo.
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beila Natura, 27

giamcnto, se gli esteriori ne sono insetti, o uauos-iè Tacque stagnanti, e ia mobilità del terre -cementono gli tolgono ia libera comunicazione dei U °"mercati, e la facilità dei trasporti. 8aràdun-que cosa più saggia per lui il moderare l’am-piezza degli Edifizj, e il non rincrescergli laspesa per rendere i contorni purgati, e Tac-cesso libero. Bisogna potervi arrivare, e vi-vervi .

S’ egli compra una casa fatta, la’ sua primaattenzione sarà d’assicurarsi, che non vi sia Attennîo-alT intorno alcun terreno più alto del suolo, "/no", ^ov'ella è piantata, quand’anche si trattasse cui è pian-

d'un mezzo piede, quand’ anche si trattasse li?a ‘

d’un sol dito. Egli sa, o può sapere, che1’umidità è un vero liquido, e che qualsivo-glia liquido sempre a livello s’estende d’ogniintorno : donde seguir dee, che Tumidità,eh’ è in quel dito di terreno, di cui la sua cor-te, o il suo giardino supera il pavimento del-la sua Sala, deve proseguire il suo viaggio atraverso del muro, ed alterare non solo il suo-lo, ov’ ella entra di fianco, ma T aria della

casa, i mobili, e la sanità del Padrone. Che

sarà mai d’ un terreno più alto molti piedieh’il basso della casa? Che sarà mai del vici-nato d’un terrazzo, o d’una montagna, dacui la casa non è distaccata ? Oltre quello, chescola dai terreni pendenti nel basso della ca-sa ; T umidità, che traspira da più alto, sog-giorna subito ne!T aria tra la montagna , e lacasa. Ella vi prende il suo livello, e vi pu-trefa tutto, a’essa non trova contorni spazio-sissimi , e liberissimi per iscolare prontamentenella pianura,

In-