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America inviano la maggior parte delle Io- l’Alioq-70 ; Marsiglia, donde noi caviamo le droghe lamentodel Levante; rane’altre piazze, che ci som- U °’"mistrano le nostre stoffe, i nostri vini, e lenostre mercanzie d’uso.
Quelli, che ce le portano dalle due estremi-tà del Regno, o che vanno a prenderle per migliori 1noi nelle Provincie vicine, e sino fra gli Stra- Domenici,* nieri , fono i nostri veri Domestici. Tutto ilnostro Regno non è dunque , propriamenteparlando, eh’una Città, un’abitazione unica,i di cui abitanti tutti debbono scambievolmen-te aiutarsi, ei di cui terreni tutti debbono es-sere praticabili. I librari della via di San Gia-como in Parigi, i Droghieri, ei Confetturie-ri della via de’ Lombardi traggono più soccor-so da più Città lontane, che non ne ricevonoda certi quartieri della loro. Preme più dun-que ad essi il buono stato delle strade, per cuiviene ai medesimi la carta d’Alvernia , sd’Angoleme, o il sapone di Marsiglia, chelabellezza del pavimento, che conduce all’Estra-pade, o al Marais, quartieri di Parigi: e ciò ,che gì’interessa, importa ugualmente anche anoi. Tutte le parti d’ uno Stato fono in cor-rispondenza; e la facilità delle gran comu-nicazioni fa la vera felicità del nostro sog-giorno .
Se quest’ abitazione non può essere lastri-cata' (a) da un capo ali’altro alla Romana,lo sia ella almeno alla leggera. S’è un’intra-prender troppo il lastricare tutte le Strade, an-che alla moderna, i passi pericolosi ne siano
al me-ssi?) V. di sopra U Tomo z. Trattenimento falle Cave,