della Natura, ZI
k Uno di questi Sacchetti allungato .
I Sacchetto schiacciato.m Una pietra incavata per ricever l’olio Se china per dar lo scolo al liquore,n La secchia.
Si comincia dal nettare , e dallo sceglierele olive. Si stritolano in un’albio rotondo sot-to una mola posta a perpendicolo, ed attacca-ta pel suo asse ad ut? albero, che gira. Queffalbio simile a quello, in cui si frangono le me-le per portarle poscia al torchio da sidro, si no-mina la marra. Un ragazzo, che si chiama ilDiavoletto , seguita il lavoro del mulino , ecolla paletta in mano mette le olive sotto ilpasso della macina; il che s’appella pascere lamola. Quando fon’esse in pasta, un lavoranteprende un Sacchetto con due aperture, 1 ! infe-riore delle quali egli tien chiusa, sostenendolacol concavo della sua man dritta : colla sinistralo riempie di pasta d’olive, e va a porre il Sac-chetto sul mezzo della pietra incavata. Ve napporta un secondo, e poi un terzo, e segui-ta così sin’al numero di sei, o sette posti 1’ unsopra P altro. I pezzi cubico, e rotondo messidi sopra, quattr’ uomini danno di piglio allasbarra passata nel capezzolo , ed abbassano far-nese , su cui fa sforzo la vite, sinché tutto siaspremuto. Ecco folio vergine.
L’olio comune è quello , di cui s’aumentala quantità impiegando Pacqua calda, e ver-sandola su tutt’ i Sacchetti. La secchia, che siriempie di ciò, che ne proviene, è portata inun tino, in cui dopo tre , o quattr’ore foliosornuota, ed è raccolto con una foglia di lattain forma di cucchiaio. Se il freddo f impedis-
Da oe di
I-E Arti ,costrui-scono i*Uomo .