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Tomo duodecimo.
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Le Arti ,chistrui-

SCQNO l ?

Uomo .

cero fat-to col cuc-chiaio.

5 6 Lo Spettacolo

quanta nastri gialli, che si formano, e che fi-lano senza interrompimento sul tornello. Sitolgon via con una gran forca di legno a fog-gia di tridente; e di si portano ali erbettaper estenderli non già fall erba com altrevol-te , ma su lunghi legni alti da terra due pie-di, e guarniti di tela incerata, nequali il tut-to bene sparso riceve le impressioni dellaria,e soprattutto della rugiada , le di cui goccio-line portate via prontamente dal vento, e dal-la forza del Sole dissipano con esse la materia,che appanna la cera. La prima operazione lariduce al semigiallo . Dati erberìa si riportanella seconda caldaia. Di nel secondo tino,e nel vaso corrispondente ; dipoi ali erberìacon un'opera interamente simile alla preceden-te. In ultimo luogo si squaglia nella terza cal-daia, dondella è deposta in un tino, poi rice-vuta in un vaso da cera. Si versa poscia in sco-delline di latta . essere distribuita in formerotonde, e poc, . . nde , in cui ella si rap-prende in piccoli libretti. Questi si consolida-no ne 11 acqua del vaso, in cui si gettano, eprendono nell erberìa 1ultima bianchezza.

Il cero si fa col cucchiaio, o colla mano.Si fa col cucchiaio versando la cera liquida so-vra uno stoppino sospeso al di sopra d un ba-cino , dove ricade tutta la cera , che non hapotuto attaccarsi. Si danno nuovi getti prin-cipiando a versare un popiù basso in vari gra-di: e la cera , che tende naturalmente a raf-freddarsi , sattacca, o si condensa meglio sul-la fine del getto che sul principio. Dimodochéil Cero si va ingrossando, e gonfiando un po-co dallalto sino aliestremità inferiore, che si

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