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evacua interiormente per 1’ inserzione d’ un agu-to di legno appuntito.
Il cero , che si fa colla mano , si cominciaali’ opposto dal rondo dello stoppino, applican-dovi della cera molle. Si continua successiva-mente diminuendo a poco a poco la grossezzasino alla. cima . Fatto il cero, o col cucchia-io, o colla mano, si porta ancor caldo sur unatavola di noce, dov’è rotolato, e pulito sottoun’asse di bosso.
La candela da tavola si fabbrica nella me-desima maniera, eccettuata solo la sua figura,eh’ è cilindrica, o d’ una rotondila sempre ugua-le sino alla cima. Vi sono ancora altre cande-le minute, èpiegantisi di diversa grossezza, edi diversi gradi di finezza, secondo la, quanti-tà di levo, o anche di ragia pina, che si sti-ma ben fatto di mescolare con la cera . Si dàloro il nome di candele filate, perché quest’èuno stoppino intonacato di cera bianca , o gial-la , che s’è fatto di poi passare per la trocafila,affin di dargli il liscio, eli giusto grado di gros-sezza .
TAVOLA OTTAVA,
L'imbiancatura della C era .
1 La padella, in cui si squaglia la ceragiaLla, che vi si mette in granì.
2 La caldaia , dove si sa la fonditura delSemibianco.
Z La padella da mettere in libretti, o la ter-za fonditura.
4 Tini di legno con la lor cannella.
5 Or-
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