Si;fcai Iti
IllW;
o un
Sii..K ll :il -àia tir.Itrivsremitia a iso. Ilpati;;
, ti;rendo s.mfîato di:ili:d’oltadaji'iîsalii:
ci if:vob
*
della Natura. 6z
impressioni ricusate al pennello dei più valenti l e Am,Pittori ? ch’istrui-
Questa maraviglia , eh’ha messo più d’un u 0 mo.Filosofo alla tortura, non è per parte de’ la-voranti eh’ un poco di stagno, e d’argento vi-vo propriamente applicato sovr’ una delle duefacce del Vetro.
La foglia di stagno dopo d’ essere stata som-mamente battuta, e messa in rotolo , è spie-gata , e posta distesamente sur una pietra bian-ca maggior di lei. Vi si distende con una re-gola pulita, e ridondata nella parte, per cuiessa preme lo stagno. Questa regola puh esseredi vetro, o d’ogni altra materia dura, e ser-ve per impedire lo stagno di far gobbe, o cres-pe. S’avviva la foglia, est rende più brillan-te , o men porosa turandola con una palla in-tinta nell’argento vivo. Tutta la foglia è di-poi allagata del medesimo liquore . Si ’ncoî-la un pezzo di carta foli’ orlo inferiore del-lo stagno ; e coll’ ajuto di due lunghe stan-ghe ficcate foli’ orlo medesimo nel legno ,che porta la pietra coperta della sua foglia,si sostiene , e si presenta il vetro facendo-lo scorrere orizzontalmente folla giacitura distagno , e d’argento vivo . Il superfluo diquesto metallo liquido , o ciò , che non hapotuto entrare nei minuti pori dello stagne?,è cacciato verso l’alto , e lateralmente dalVetro a misura che s’avanza. Questo picco-lo flutto, eh’egli spinge, e di cui è inonda-to pienamente , va d’ogni parte a gettarsiin un ricettacolo, che sta nella grossezza dellegno più alto del vetro due dita. Un pezzodi legno rotondato nella sua parte inferiore »
Temo XII, E e po-