»exla Natura. 6y
àp bicchiere , e gode senza dipendenza , e senza le Arti,I"? cerimoniale una pulizìa non sospetta . Credo ch’istrui-che non abbiate in minor pregio que’ vasi di uomo. *"
•® cristallo, che non essendo aperti se non in al-âi to, lasciano scappare il fumo delle candele,
* * !* senza turbarle coll’agitazione dell’aria, e eh’
% essendo senza ramiceli! di piombo, non getta*no alcun’ombra sulla tavola. Accade lo stesso .à a ll e lanterne soffiate, la di cui apertura supe-b tB riore è terminata da un leggiadro coronameli- ,
à to, oda un coperchio forato, ed inclinato pertistettere il lume ; essendone chiusa l’aperturaudii inferiore da un fondo di lampana amovibile,il® per ricevere la candela, o il vaso d’olio, che«stì vi si mette.
ipd® I direttori di queste manifatture non hannotfif meno ambito di rendersi obbligate le scienze,che d’abbellire le nostre tavole, o i nostri ap-litfc parlamenti. I soccorsi, che la buona Chimi-tieiis ca n'ha ricevuti, fono innumerabili; e le Ve-Itp trerìe fon quelle, eh’hanno coadiuvato le pitiiti® belle scoperte della Fisica sperimentale con lepî¥■ lunghezze, gonfiezze , forme , e proporzioniab-fatte ottimamente secondo i desideri dei Fi-dii b fico .
mw Per pregevoli che fieno le Vetrerìe a ca-b,chs gione di queste brillanti, ed utili produzioni,
Uhi si puh dire eh’ esse lo sono molto più per livetri più comuni, e per l’opere, che vannosigin ordinariamente fra le mani della Società. Per-fin® chè il prodotto di questo lavoro era imman-uitt, cabile, e riteneva tra noi il danaro, che pas-i:voi*fava tra’ forestieri per vasi di metallo, e perloditi**mobìli senza numero; i nostri Re, più secoliilaillisono, hanno assegnata questa fabbrica per pri-llati# E 2 vile-