Band 
Tomo duodecimo.
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i) e l L- a Natura. 71

>!'i La selva di S. Gobin, ch’è d’un* assai gran-ii de ampiezza ha dato motivo allo stabilimen-

«1. to di questa manifattura. Vi fon molto bel-imi le sorgenti nella foresta , che somministrano

idi: sulle pendici del poggio tutta l’acqua neces-

sari a al servigio della manifattura. La pietralapii -v’è buonissima , e comunissima ; se ne cavafife anche dal ricinto della manifattura per l’ope-re, che sopravvengono.

ara: Il vetro formante gji specchi è composto

imi di soda, e d’ una sabbia bianchissima, che ca-, tz vasi dalla parte di Creil, undici leghe distan-ti te da Parigi. Vi son più di dugento personeoccupate su tavole nelle Sale a nettare, e anodi scerre la cenere, e la terra per levarne i cor-de!; pi stranieri. Il tutto è poi lavato più volte, ee sin seccato in modo da esser messo in polvere den-101: tro un pistrino mosso da cavalli cogli occhiJh, bendati . Ciò fatto , si passa questa sabbia intee istaccj di seta, e s’asciuga in ricettacoli fattieJ - negli angoli della fornace, alti da terra quat-te tro piedi e mezzo , per indi farla liquefarene’ vasi, come si vedrà dipoi.

I maggiori Vetri da Specchio son colati ;K ,. t i mezzani, e i piccoli son soffiati. Comince-rò dalla descrizione dei primi,àLa fornace non è riscaldata se non dopo ilij S ; consumo di cinquanta passi di legna ; allora} (js essa può liquefare la cenere , e la terra . Leàc 6 conserva questo calore gettando continua-j.jji mente legna. Quest’ è Y occupazione di due uo-) mini in camicia, i quali si danno la muta dij[; sei ore in sei ore. La fornace non s’estingueeh’ in capo a sei mesi per rifarla di nuovo .« (1 ( In questo tempo si rifabbrica quella che s’ è'li £ 4 fatta

Le Arti,costrui-scono UUomo -

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