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i«è Arti, fetta estinguere, prima di servirsi di questa,ch’istîuii- e si fanno le riparazioni necessarie alla piaz-Uomo. L za, ed alle fornacette: il che si fa alternati-vamente ogni sei mesi , essendovi due, ed an-che tre piazze simili.
La fornace contiene più. vasi a foggia di cro-giuoli dell' altezza di tre piedi, e di circa al-trettanti di diametro, d'una terra ben cotta,e d'un color bianchiccio, che s’accosta peròal color bianco del trjpoli. Questi vasi posso-no tenere la quantità, d'una botte di vino,e fono d’un gran costo . La maggior parte nonresiste in tutto il semestre, in cui la fornace ècalda ; accade talvolta eh’il vaso si rompe pie-no, il che dannegia molto la manifattura.
Essendo questi vasi nella fornace, vi si but-ta la soda, e la sabbia con una pala di ferroa guisa di quella di legno, con cui si getta vial’acqua[d’un battello. Questa operazione è di-retta dal Conciatore , che pone sur ogni pa-lata un pizzico di composizione per facilitar-ne la fonditura , gettando le palate ne’ vasisinché son pieni. La cenere , e la terra stan-no ne’ vasi trentasei ore, dopo le quali questamateria è idonea ad esser colata .
Allora tutt’ i lavoranti vi s’apparecchia-no . Si comincia a sorvuotare con una gran me-stola di ferro, o di getto la materia d’ uno de’vasi in una tinozza, che potisi nella fornace atal’ effetto. Questa è della medesima terra chei vasi, e può avere trentasei dita di lunghez-za su diciotto di larghezza , ed altrettanti d’altezza. Ve ne sono ancora di trenta dita, edella medesima larghezza, ed altezza. Vi so-no lungo queste tinozze certe cocche larghe tre
dita