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Tomo duodecimo.
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Î.E Arti.ch’istrui

SCONTO t

Uomo.

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, glia ; esse si riuniscono ad una grossa corda,■ che passa per due carrucole nel traverso dellamacchina . Il tutto s’alia , o s’ abbassa coll’ajuto d’un martinello.

V’ha appiè della tavola su due cavalletti dilégno un ruotalo di getto lungo cinque pie-di , e con uno di diametro . Essendo posto que-sto ruo;olo sulle verghe della tavola , s’aizala tinozza al di sopra d’essa, condotta da dueUomini, che tenendo i due lati de 1 ferri ond’è cinta, la fan pendere per rovesciar la ma-teria davanti ’l ruotolo tenuto da due uomi-ni . Questi con prontezza lo fanno girare pa-ralellamente sulla materia dalla parte della for-nacetta , e lo fan ritornare per la medesimastrada affin di rimetterlo nel suo posto. Que-sti uomini hanno la metà del corpo, e il vi-so coperto con una tela grossa, e folta , perpreservarsi dai colpi di fuoco.

Vi sono nei tre lati liberi della tavola tro-goletti di legno pieni d’acqua per ricevere ilsuperfluo della materia dianzi colata. I lavo-ranti per la colatura sono almeno una ven-tina, i quali s’intendono tanto bene, eh’ ilservigio si fa prontamente e senza confusione,avendo ciascuno un’esercizio particolare.

La colatura degli Specchi si fa in presenzadel Capo della Vetrerìa chiamato Direttore,eh’è accompagnato dal sindaco, e dal segre-tario. Questi riguardano lo Specchio, quand’è colato, ed esaminano s’abbia certe impres-sioni, eh’in esso caldo brillano come stelle. Sevi se ne truovano, si taglia subito lo Spec-chio in quel sito ; se sono nel terzo , o nelquarro dello Specchio, si fanno specchietti di

quel,