della Natura. 77
verro ; indi la porta sur una bigoncia piena d’ac- jl e arti’qua con un piè triangolare dell’ altezza di quat- «Istruì»tro piedi, e v’innaffia colla mano la cima della uomo. Lcanna, in cui è il vetro, acciocché con que-sto rinfrescamento la materia faccia corpo col-la cima della canna per sostenere un piti gros-so peso.
Fatta questa operazione, egli rituffa la can-na nel vaso medesimo, per pigliarne maggiorquantità: la ritira, e la rinfresca come prima-
Va per l’ultima volta a prender nel vasomateria abbastanza per fabbricare il suo Spec-chio; ritira la sua canna carica di materia afoggia d’una grossa pera , che può aver diecidita di diametro , e un piè di lunghezza ; vaa rinfrescarla per la coda : questo rinfresco sifa più prontamente degli altri due, per appro-fittarsi del calore della sua vitrea pera. Soffianella canna , e coll’ajuto d’un’altro l’agitacon gran forza per allungare il vetro, il qua-le soffiato, e disteso in più volte , forma uncilindro grosso abbasso, e aguzzo in alto, chesta attaccato alla canna pei varj rinfrescamen-ti già fatti.
Quando il lavorante ha sufficientemente sof-fiato, ed allungato la sua materia, sicché s èfatta d’ ugual grossezza ; fa salire il suo aiu-tante sur una predella alta tre piedi e mez-zo, sulla quale vi sono due piccoli faglientidi legno , ed una traversa di pari altezza ,per sostenere il peso dello Specchio, e dellacanna , tenendola col soccorso dell’ aiutanteun poco obbliquamente , affinchè il Maestrocon un punteruolo col manico di legno , ecol soccorso d’un mazzapicchio fori la massa
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